Quando si pronuncia una parola, il tono della voce cade su una sillaba particolare, detta appunto tonica.
In parole semplici si dice che l’accento “cade” su quella sillaba.

Quando ad essere accentata è:
1) l’ultima sillaba si dice che la parola è “tronca” (es. città)
2) La penultima sillaba, la parola si dice “piana” (es. dovére)
3) la terzultima sillaba, la parola si dice “sdrucciola” (es. sàltano)
4) la quartultima sillaba, si dice “bisdrucciola” (es. fàbbricalo)
5) la quintultima sillaba, si dice “trisdrucciola” (es. ìndicamelo).
Per chiarezza negli esempi abbiamo accentato la sillaba tonica, ma nello scritto l’accento è obbligatorio solo per le parole tronche. Per le altre si dà per scontato che l’accentazione sia nota, anche se, come vedremo, le parole ostiche e le possibilità di equivoco non sono infrequenti.